A BEN VEDERE
“Vivete una vita in cui potete riconoscervi!”
(Il consiglio dello Swami in “Un altro giro di giostra” di Tiziano Terzani)
“Ho cambiato gli occhiali per vedere”. Non è solo l’affermazione di una persona appena uscita da un
negozio di ottica, ma anche la constatazione di una persona dopo aver fatto un percorso di counselling.
Cambiare il modo di vedere le cose, ampliare lo sguardo e la prospettiva per ri-comprendere nuove
possibilità è uno degli obiettivi di un percorso di counselling.
“Il cambio si fa una volta per tutte?” Ci si potrebbe domandare e, nel caso affermativo, augurare.
La risposta è “no”, non ci si accomoda, bisogna imparare a restare vigili e accorti e quando serve riadattare
la vista. Nulla anche una volta acquisito rimane statico. Come in natura il cambiamento è una costante così
anche nella natura umana ci si deve costantemente riadattare e tenere allenate le nostre facoltà per
intessere relazioni “generative” con noi stessi e con il mondo.
Faccio questa riflessione in occasione dell’ennesimo cambio – reale – degli occhiali. Per anni, data la
progressione della mia miopia, ho sostituito lenti e gradazioni per vedere da lontano. Ora da un po’ mi
accorgo che non vedo più da vicino e torno a fare i conti con un nuovo e diverso riadattamento.
Così nella vita credo di aver imparato gradualmente a vedere da lontano, ad aprire il mio sguardo, ma forse
mi sono persa, a volte, la visione da vicino per quando riguarda la mia vita personale. Capita, nessun
professionista può dirsi risolto e arrivato. Siamo tutti in cammino, a volte solo con attrezzature diverse. Ed è
proprio grazie a queste attrezzature, a ciò che ho appreso da miei studi e all’esperienza sul campo, che ho
imparato a mia volta ad accorgermi prima di quello che mi capita e a ridurre il tempo di frustrazione
rispetto alle crisi che attraverso. Questo l’ho riscontrato anche nelle parole di alcune persone alle quali ho
dato il mio aiuto attraverso il counselling, che nonostante la conclusione del percorso, mi tengono
aggiornata su come nelle inevitabili difficoltà della vita riescono a trovare strade percorribili ed a continuare
ad aiutarsi – nonostante tutto; a vedere quello che capita in una prospettiva più ampia. Cosa che amplia
anche la nostra possibilità di risposta, la creatività nell’affrontare le situazioni.
Vedere in molte lingue è sinonimo di “capire”. Quando vedi con attenzione riconosci. Quando riconosci ti
assumi la responsabilità di quello che vedi e puoi scegliere di farne qualcosa o di prendertene cura.
In un tempo frenetico e che spesso ci consuma chiedendoci di “consumare”, che cosa riusciamo realmente
a vedere di noi stessi e di ciò che ci circonda?
Il counselling è un viaggio attraverso terre conosciute e sconosciute, ma con un nuovo sguardo: lo sguardo
è accompagnato da un facilitatore (il counsellor) che crea le condizioni per illuminare zone d’ombra e nuovi
percorsi, facendo emergere risorse e possibilità presenti in vista di una progettualità esistenziale più
soddisfacente ed aderente alla persona.
Non vedi via d’uscita?
Non vedi bene la strada da prendere?
Non vedi chiaramente quello che stai provando?
Non vuoi vedere qualcosa per paura di soffrire?
Non ti vedi per quello che sei e che puoi diventare?
Poter accedere alla possibilità di vedere è un atto di cura e un atto trasformativo e in un percorso di
counselling lo puoi fare in un ambiente protetto, sostenuto e accompagnato in questo processo.
La realtà è sempre negli occhi di chi la guarda. Cambiare occhi è cambiare la realtà o meglio la nostra
relazione con essa. Vedere può riguardare anche chi non ha o ha perso la vista. Tanti sono i modi osservare
se stessi, gli altri, la vita e l’atto fisico è solo uno di questi.
Counselling è prevenzione, allenamento ed educazione a collaborare con se stessi, in generale e nei
frangenti in cui la vita ci mette alle strette. E’ fare spazio a possibilità e risposte inattese.
E’ diventare capaci di accorgersi e di mettere “a fuoco” la propria vita.
